Non è vero che odio le consolle. E’ solo che…

Non è proprio vero, non è che abbia a odio le consolle e i loro utenti, ma facciamo una premessa per chiarire. Non intendo entrare nell’annosa diatriba fra utenti che preferiscono il pc piuttosto che le consolle, sia chiaro. Personalmente prediligo il pc perchè posso usarlo per altre cose oltre che giocarci, ma ho avuto anche consolle in passato, tutt’ora ci gioco, tempo permettendo.

Se ogni tanto mi spunta il dente avvelenato è perchè troppo spesso la tecnologia ormai avanzata ha prodotto giochi d’auto assolutamente realistici dal punto di vista grafico, e il classico gamer li ritiene simulativi anche dal punto di vista della guidabilità. Nulla di male in questo, se non si conosce di meglio il discorso fila una meraviglia. Il problema nasce quando questo confronto viene portato avanti anche da quei gamer che conoscono un po, per sentito dire, il sim racing. Beh non è così, e chi lo afferma non sono io, ma le stesse case produttrici. Tanto per fare un esempio, riporto il testo di un’intervista fatta a un sim driver col quale ho avuto il piacere di condividere la pista e anche il team, David Greco, il quale ha contribuito allo sviluppo del titolo della Codemaster “F1 2015” in qualità di game designer, oltre anche alla sua esperienza di pilota reale.

Nell’intervista è stato chiesto a David: “parliamo delle differenze fra un videogame e una simulazione: dove occorre fermarsi per non perdere l’appeal commerciale del primo e senza deludere i fanatici della seconda?“.
La risposta è stata: “Anzitutto credo nelle vecchie console ci fosse un limite prestazionale dell’hardware, un confine invalicabile da qualsiasi software house. Con la maggiore potenza delle nuove, si può ottenere di più a livello simulativo senza perdere i cosiddetti casual players, che esigono un’esperienza più immediata rispetto a quella offerta da qualsivoglia simulatore. A dire il vero, l’elemento che mi blocca un po’, e che talvolta non mi consente di riprodurre fino in fondo la fisica o l’handling che vorrei, è il pad. In fondo non mi pare si vedano molti piloti di F1 guidare con un pad! Noi calibriamo tutto con il volante e usiamo solo ed esclusivamente volanti di alta qualità; tuttavia l’auto, affinché l’esperienza non diventi frustrante, deve risultare guidabile anche con un joypad, motivo per cui si rende necessario un handling semplificato. Sia chiaro, mai arcade. Detto questo, sono convinto siamo riusciti a realizzare da zero un sistema di aiuti per il pad eccellente, in grado di consentire una guida un po’ più semplificata ai giocatori con questa periferica, senza intaccare la guida col volante, molto più realistica“.

Come avrete avuto modo di leggere, i titoli per playstation, o per qualunque altra consolle, devono essere abbastanza standard per essere accessibili alla maggior parte degli utenti, e questo, per forza di cose, uccide la simulazione pura. Questo discorso vale tanto per F1 2015 quanto per qualunque altro titolo automobilistico su consolle, e parecchi anche su pc eh, non dimentichiamo che di giochi di questo tipo ne escono anche su pc. Questi titoli possono quindi avvicinarsi il più possibile alla simulazione, ma non possono concedersi il lusso di andare oltre questo limite, pena l’impopolarità del titolo stesso. Ecco perchè i simulatori non possono approdare su consolle. Su pc il discorso cambia, e anche di parecchio, principalmente perchè molte software house che si occupano di simulazione investono molto denaro su progetti a lunghissimo termine. Spesso questo termine è superiore al ciclo di vita di un modello di playstation. Questi canoni sono evidentemente improponibili per una consolle. D’altra parte la possibilità di poter programmare la fisica di una vettura e inserirla su un simulatore riproducendola nei minimi dettagli, non è cosa da tutti, e se la Codemaster ha chiesto in prestito un sim driver/pilota vero per sviluppare un titolo di guida, buon per lui, lo avrei fatto anche io se me l’avessero chiesto, ma chi produce un simulatore chiede aiuto a una moltitudine infinita di persone come David. Non sto sminuendo David, non è il mio volere, anzi lo invidio per dov’è arrivato. E’ solo un modo per dire che per ISI, o iRacing è pratica comune affidarsi all’esperienza di piloti veri/sim driver per sviluppare le loro auto, Codemaster ha semplicemente deciso di prendere spunto dal sim racing per portare un pizzico di simulazione, e questo non guasta. Ma non basta certo l’intervento di David a rendere F1 2015 un simulatore eh, certo il suo contributo aiuta, ma siamo ancora ben lontani da questo. Comunque l’intervista completa la trovate qui http://www.redbull.com/it/it/games/stories/1331733890019/formula-1-2015-intervista-a-david-greco , risale a un po di tempo fa ovviamente, e noterete delle sottili contraddizioni nelle parole di David con quanto ho detto, ma hey, è giusto che sia così. David deve portare l’acqua al suo mulino, ne va anche del suo stipendio, per cui ci sta, ma conoscendolo sono sicuro che qualche sua risposta sia stata leggermente “forzata” dal ruolo che ricopre, e ripeto, è legittimo che sia così.

Ritorniamo a noi dunque. Ho preso ad esempio F1 2015, ma è solo uno dei tanti titoli che avrei potuto prendere in considerazione. Ho avuto modo di provarlo, e mi è anche piaciuto, persino come guidabilità. Ma l’ho provato per quello che è, cioè un gioco. Se trovo invece gente che lo spaccia per simulatore, è normale che un po mi altero, perchè se questa gente la mettiamo davanti a un vero simulatore, tempo 10 minuti e lo abbandonano con la scusa che è troppo difficile. L’ho visto accadere sistematicamente ogni volta che la diatriba inizia, da innumerevoli anni ormai. Oggi anche il mercato non aiuta. Da quando sono uscite periferiche come il Trustmaster Servo Base o il Logitech G29/290 ad uso primario delle consolle, ora basta avere un volante e un gioco appunto come F1 2015 per poter andare a dire in giro di usare un simulatore.

Ora, sono consapevole che molti gamer non conoscono affatto il fenomeno del sim racing, e quindi è chiaro che alla vista di un titolo di guida che ripropone l’auto dei propri sogni con dettagli fotorealistici, gridino al miracolo credendo di vedere un simulatore. Ci sta, per carità. Ma accanirsi a definire questi titoli da consolle come simulatori anche quando poi conoscono il sim racing, lo trovo un po come voler giustificare a se stessi di aver speso i propri soldi prima di essersi informati meglio. Nulla di tutto ciò accadrebbe se prendiamo le cose per come sono in realtà.

Le community di sim racing sono aperte al dialogo da sempre, ma questo è il tipo di argomento che in genere tende ad epurare mele marce poco disponibili al dialogo, questo ovviamente quando la piega che prende il discorso non è proprio la più idilliaca.

Ben vengano quindi i gamers incuriositi dal sim racing e che vogliano approfondirlo per entrare a farne parte.
Lungi invece coloro che entrano nel sim racing solo per avere la scusa di esaltare a senso unico le capacità simulative della loro playstation/xbox/quellocheè!

Tonyk182