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PRC chiude battenti…. per ora… dicono!!!

PRC, per gli amici pretendracecars.net, da qualche giorno non è più raggiungibile. Dalla pagina facebook si scopre che per ora il blog canadese pare abbia chiuso semplicemente battenti.  Non è dato sapere se in futuro dovesse riaprire oppure no.

PRC si è fatto strada nel corso degli anni come un blog irriverente, fortemente sarcastico, pronto a sputtanare tutto il panorama del simracing internazionale con le sue inchieste nude e crude.  Talvolta dava voce alla community raccogliendo pareri riguardo le tematiche del momento, tenendo vive le discussioni su un panorama nel quale notoriamente si scrive sempre poco.  Tra le più famose inchieste ricordiamo la “crociata” contro iRacing e in particolar modo il suo modello di pneumatico che offre più performance quando è freddo, oppure l’inchiesta su Josh Martin, il simdriver aspirante professionista del quale ho parlato anche io prima dell’estate.

Insomma si trattava di un blog che in tanti casi è andato oltre le notizie, andando a scovare dietro le quinte cosa effettivamente ci sia di vero in quello che le case di produzione dei nostri simulatori ci comunica. Inevitabilmente con un tale approccio sono molti i nemici che il sito si è creato nel corso degli anni, e il buon James (il fondatore) ha collezionato ban un po ovunque.

Ciò ha portato negli ultimi mesi ad articoli del tipo: “ecco perchè non mi piace iRacing”, “ecco cosa odio di Assetto Corsa”, “i motivi per cui non corro su RaceRoom”, “fRactor per me è morto”.

Insomma tirando un po le somme, obiettivamente diventa difficile gestire un blog sul simracing se i simulatori  più blasonati non li usi più perchè non ti piacciono o ti hanno bannato dai relativi portali. Diventa difficile proprio trovare argomenti a riguardo.

A me personalmente piaceva seguirlo proprio quando la situazione si scaldava molto con le inchieste, un po meno quando c’era semplicemente da riempire buchi temporali privi di eventi particolarmente interessanti. In quei momenti si leggevano le peggiori cose. James era serio nel seguire inchieste, ma troppo infantile quando si doveva solo scrivere giusto per scrivere.

Ne sentiremo la mancanza? Direi di “NI”. Nel senso, quando nel settore del simracing sentiremo puzza di bruciato per qualche notizia o evento poco chiaro direi di si, visto che solo PRC affrontava tali argomenti. Per il restante 99% dell’anno in cui ci sono solo news standard, direi proprio di no.


Il sim racing si autoalimenta da solo?

Vedo in giro ultimamente molti articoli sparsi sull’andamento delle vendite di vari titoli di guida, come Forza Motorsport o Gran Turismo. Spesso poi ciò va di pari passo con discorsi del tipo “forse l’utente vuole più simulazione e meno gioco”, spostando inevitabilmente il fulcro del discorso sul sim racing.

Il nesso tra le due cose è palesemente forzato, visto che di fatto si tratta di due argomenti completamente distinti e separati. L’unica cosa in comune è che in entrambi i casi parliamo di auto, ma parliamo anche di due contesti infinitamente lontani tra di loro.

Il Sim Racing non ha bisogno di vendite e pubblicità da videogames. Spiego meglio, con questo non sto dicendo che non ha bisogno di essere pubblicizzato. Basta però dare un occhio al panorama in genere per capire pochi punti fondamentali intorno al quale si costruisce questo discorso.

Il videogame deve vendere, punto. Piaccia o non piaccia, il bombardamento mediatico che spinge all’acquisto di un titolo deve essere incalzante, proprio perchè è finalizzato a creare una sorta di “moda” nel settore. Deve quindi a vendere il più possibile.

I simulatori di guida, quelli veri intendo, è palese che non vadano mai in questa direzione. Qualcuno ha mai visto una pubblicità o una reclame su un giornale o in tv su iRacing o su rFactor?

Perchè accade questo? Presto detto: un simulatore è difficile. Il ragazzino appassionato d’auto che vede ipoteticamente sullo scaffale del negozio un titolo come rFactor e decide di acquistarlo, che approccio avrebbe? Sarebbe disposto a perdere ore a configurare controlli e FBB (se ha un volante) o si butterebbe subito in pista? Con un titolo del genere può farlo? Risposta: NO. Si spazientirebbe e chiuderebbe il gioco in un cassetto a tempo indefinito? Risposta: SI.

Non dimentichiamoci del contesto al quale facciamo riferimento. Il Sim Racing nasce da titoli commerciali, classici videogames (Vedi Grand Prix Legend o la serie GP di Crammond). Ma poi prende tutt’altra piega, e abbiamo avuto modo di assistere alla nascita di team di sviluppo focalizzati solo ed esclusivamente su questo genere, spesso e volentieri staccandosi dalla casa madre. Vedi Papyrus che viene acquisita da Sierra, la quale poi spremuta ben bene la porta a chiusura certa, ma da quella parentesi nasce il concetto di iRacing. Oppure ISI, che dopo l’esperienza maturata sotto EA Sports sfornano rFactor, rFactor2 ed rFactor PRO, quest’ultimo ad uso esclusivo di team ufficiali, molti dei quali di Formula 1. Oppure i SimBin (ora Sector3 Studios) che nascono come team di modding per gli ISI.

Non ci vuole molto a fare due conti e a confrontare le vendite di tutti questi team a confronto con titoli molto più commerciali e appetibili sopratutto su consolle. La differenza è enormemente a svantaggio del sim racing, eppure quest’ultimo è un settore che va avanti, anche senza pubblicità virale.

Diciamoci la verità, il Sim Racing è un sottogruppo del gaming, pertanto ne è solo una piccola parte. Da noi è tanto amato perchè lo ama solo chi è appassionato, chi non si spazientisce a perdere intere serate a settare al meglio il proprio volante o la propria vettura per poi fare al massimo una decina di giri, perchè spesso si fa sim racing più con la testa che guidando. Fa parte del gioco, e un ragazzino che vuole guidare e basta questo ragionamento non lo farebbe mai. Ed è anche giusto che sia così.

La stessa passione è quindi il vero motore del successo del sim racing. Se sei appassionato prima o poi ci arrivi da solo a scoprire questo mondo e ne vuoi far parte, è successo per tutti i sim driver. Esso è un mondo di nicchia, ristretto, ma forse è proprio questa ristrettezza di numeri a dare qualità al prodotto. La massa abbasserebbe la media, e in ogni caso anche volendo, alla massa non interessa il sim racing.

Parlare quindi di vendite di videogames che calano perchè si nutre l’ipotesi che il pubblico voglia più simulazione e meno gioco, per certi versi mi fa sorridere.  Penso infatti allo sforzo di fantasia che ci vuole per mettere in relazione due cose così diametralmente opposte, solo perchè in comune ci sono 4 ruote virtuali.

Anche perchè poi a mescolare le cose si complica tutto. E mi riferisco all’utente medio che scambia un gioco per un simulatore, e viceversa. Ma questo è un altro discorso che andrebbe affrontato a parte. Da qui poi nascerebbe un nuovo spunto che riporta alla diatriba pluridecennale su quale simulatore sia migliore. Insomma, si innesca un casino che non finisce più.

Per cui il succo del discorso a conti fatti mi fa sorgere una domanda. Non è che forse in realtà è che ci sono troppi giochi del settore in circolazione? Si sa, più  competitor ci sono, più piccole diventano le fette della torta da spartire, e anche parlarne è un modo di fare pubblicità. Non è mica sbagliato poi, ci sta. Il vero mistero in realtà è cosa c’entra tutto ciò col sim racing. In realtà il sim racing gode di buona salute (non ottima ma buona di certo si). Saranno forse le tasche di chi investe in un sim racing di larga scala (che per i motivi su citati non può esistere) a non goderne? Ci sono tanti modi di investire nel settore, buttare i simulatori di guida nel mondo dei videogames non credo però sia tra questi.  Io la butto lì, giusto pour parler…


Reale e virtuale si completano a vicenda

Oggi ho letto uno spunto di discussione molto interessante, che ho più volte affrontato su diversi forum in passato: il rapporto tra sim racing e gare reali. Il sito nasportscar.com ha pubblicato proprio oggi un’interessante intervista al producer e content manager di Race Room Experience: Jean-Francois Chardon. L’oggetto di discussione è il panorama del sim racing e cosa si muove dietro le quinte. Qui il  link all’intervista in inglese.
Di seguito la traduzione di una delle domande principali.

-Il Sim Racing è in piena espansione, ma non solo per i giocatori. Team e piloti veri utilizzano i simulatori per lo sviluppo di parti aerodinamiche, percorsi di apprendimento, ecc. Perché secondo te questo cambiamento, il mondo delle corse reali che si rivolge ai simulatori?

-Beh, certo c’è l’efficienza dei costi per lo sviluppo delle vetture stesse, ma la sempre crescente quantità di piloti segue di pari passo la crescita dei rispettivi fan sui vari simulatori ampiamente disponibili, è prima di tutto una questione generazionale. Tutti questi piloti sono stati in contatto con il gioco durante la crescita. E’ un ottimo modo per mantenere la stagione agonistica in corso anche dopo che i motori reali sono stati spenti, di praticare la loro concentrazione e rimanere in contatto con i loro fan. I piloti li usano anche per imparare i circuiti prima delle gare vere e proprie, sia perché non hanno mai gareggiato lì o perché hanno solo bisogno di fare pochi giri come allenamento. Ad esempio, Bruno Spengler, un pilota DTM per la BMW, usa il simulatore come strumento per mantenere la concentrazione in gara, mentre Robb Holland lo usa per fare pratica e più giri possibili su una pista.


Quattro simulatori buttati a caso per iniziare

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Inizia un nuovo anno, per chi corre on line è tempo di programmare la propria stagione, ma chi è alle prime armi come fa a decidere dove correre? Ecco quindi un articolo interessante, soprattutto per i neofiti con tanta voglia di correre on line su un simulatore, ma con tanta confusione. Premetto che i simulatori trattati non sono messi in ordine di importanza, questa non è una classifica su quale di questi sia più simulativo. Ho preferito metterli comunque in ordine di costo totale, ma non è detto che il simulatore più costoso sia anche il più simulativo. Altra premessa, al di la delle peculiarità oggettive, il resto è tutto un parere personale.
Partiamo.

iRacing

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Simulatore per i sim driver parecchio incalliti. A differenza di molti titoli del genere, esso è praticamente bloccato, non esistono contenuti scaricabili da terze parti, tutto quello che serve è sul sito. Pochi fronzoli quindi. Il servizio è ad abbonamento, e ad un occhio poco attento il costo può sembrare esagerato, ma analizziamolo brevemente. Ci sono vari pacchetti di membership, si parte dal singolo mese di abbonamento, al costo di 12 dollari, fino all’abbonamento annuale per 99 dollari. In più auto e piste si acquistano a parte, in genere 11 dollari per le auto e 14 dollari per il singolo tracciato (molti dei quali sono realizzati in laser scan). Bisogna dire però che al momento dell’iscrizione si ha accesso gratuito a parecchie auto e piste. A conti fatti costa tanto, ma iRacing offre di continuo promozioni e sconti che talvolta abbattono della metà i costi finali. A ciò bisogna aggiungere che per ogni campionato completato, iRacing offre 9 dollari di credito, usabili per l’acquisto di auto e piste. Conosco piloti che tra abbonamento e piste riesce a spendere non più di una 30ina di dollari all’anno, quindi a dispetto delle impressioni, seguendo assiduamente il portale si riesce a risparmiare davvero tanto. In cambio l’utente ha un prodotto aggiornato di frequente. Spiego meglio. L’anno solare viene diviso da iRacing in 4 stagioni, ovviamente della durata di 3 mesi circa. Al termine di ogni stagione lo staff rilascia una nuova versione del software con piccoli ma costanti aggiornamenti su fisica e grafica.
Tutte le sessioni di gara e di qualifica vengono monitorate e classificate dal sito, e il pilota evolve avanzando verso campionati più prestigiosi con il sistema delle patenti a punti. Il simulatore infatti calcola il punteggio dei piloti in gara, penalizzando incidenti e fuori pista, e promuovendo invece la correttezza, oltre che il risultato finale ovviamente. Per guadagnare la patente successiva quindi non bisogna essere solo bravi, ma soprattutto prudenti e rispettosi in pista.
Tutte queste cose ovviamente fanno si che iRacing non sia un simulatore per tutti, di sicuro si adatta ai sim driver più incalliti, per loro si, è un gran bell’investimento.

rFactor 2

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A differenza di iRacing, rFactor 2 non ha blocchi o limiti di alcun tipo, anzi, il software stesso gira intorno al modding.
La demo è gratuita, successivamente si può scegliere tra licenza annuale al costo di 12 dollari, e quella a vita per 85 dollari. Come il suo predecessore, vanta una community vastissima, e un’ampia gamma di mod e circuiti scaricabili un po ovunque. Per chi approda per la prima volta su questo simulatore, può sembrare confusionario il suo modo di gestire i vari contenuti da scaricare, ma negli ultimi rilasci le cose sono notevolmente cambiate in meglio, dando la possibilità di scaricare un contenuto direttamente dal simulatore stesso, eliminando la fase di ricerca su google. Per quanto riguarda la guida, beh il suo predecessore rFactor era apprezzato per la fedeltà al volante. Ebbene, rFactor 2 migliora ulteriormente questa esperienza. A ciò si aggiunge l’enorme scalabilità, con una vastissima scelta tra piste, vetture e plug in. Non a caso è il simulatore più utilizzato dalle community per campionati organizzati. Sicuramente lo consiglierei ad un neofita.

RaceRoom Racing Experience

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RaceRoom è un simulatore un po atipico. Al momento del suo debutto in rete da molti fu definito una versione camuffata di rFactor a causa delle enormi similitudini tra i due simulatori. Col tempo però RaceRomm ha acquisito una propria identità, diventando un titolo completo e maturo. Tecnicamente è free to play, quindi scaricabile gratuitamente, di fatti la casa produttrice fa pagare solo i contenuti scaricabili. Auto e piste quindi sono acquistabili a parte, ed hanno un prezzo variabile. Spesso però si può risparmiare davvero tanto acquistando questi contenuti in pacchetti proposti dal sito, tra quelli più utilizzati e apprezzati dagli utenti. Tra quelli elencati è sicuramente il più divertente alla guida, grazie anche al suo approccio piuttosto soft. Se siete sim driver che non vogliono perdere troppo tempo nel configurare una miriade di parametri pur pretendendo un simulatore, sicuramente RaceRoom fa per voi.

Assetto Corsa

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Personalmente non mi sento di mettere Assetto Corsa nell’elenco, in quanto lo vedo più come un simulatore camuffato da titolo di corsa. Esso è un progetto tutto italiano, nasce infatti dagli stessi sviluppatori del meno famoso NetKar Pro, simulatore molto valido e ambizioso, ma a mio avviso sottovalutato nel tempo. Assetto Corsa è l’unico titolo dell’elenco che si acquista per intero una sola volta e via, si gira. E’ anche quello più progredito dal punto di vista grafico, possiede un’interessante parco auto e un discreto assortimento di piste. Nonostante di base sia ben assortito, vanta comunque una buona community di modders per utilizzare auto o piste non presenti al momento dell’acquisto. Gli stessi modders contribuiscono spesso al miglioramento del titolo, ma non possono certo fare miracoli. Un po lacunoso on line, ma divertente se si vuole gareggiare senza troppi fronzoli. Lo consiglierei per il divertimento, ma per sim driver che vogliono di più c’è di meglio in giro.