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Il sim racing si autoalimenta da solo?

Vedo in giro ultimamente molti articoli sparsi sull’andamento delle vendite di vari titoli di guida, come Forza Motorsport o Gran Turismo. Spesso poi ciò va di pari passo con discorsi del tipo “forse l’utente vuole più simulazione e meno gioco”, spostando inevitabilmente il fulcro del discorso sul sim racing.

Il nesso tra le due cose è palesemente forzato, visto che di fatto si tratta di due argomenti completamente distinti e separati. L’unica cosa in comune è che in entrambi i casi parliamo di auto, ma parliamo anche di due contesti infinitamente lontani tra di loro.

Il Sim Racing non ha bisogno di vendite e pubblicità da videogames. Spiego meglio, con questo non sto dicendo che non ha bisogno di essere pubblicizzato. Basta però dare un occhio al panorama in genere per capire pochi punti fondamentali intorno al quale si costruisce questo discorso.

Il videogame deve vendere, punto. Piaccia o non piaccia, il bombardamento mediatico che spinge all’acquisto di un titolo deve essere incalzante, proprio perchè è finalizzato a creare una sorta di “moda” nel settore. Deve quindi a vendere il più possibile.

I simulatori di guida, quelli veri intendo, è palese che non vadano mai in questa direzione. Qualcuno ha mai visto una pubblicità o una reclame su un giornale o in tv su iRacing o su rFactor?

Perchè accade questo? Presto detto: un simulatore è difficile. Il ragazzino appassionato d’auto che vede ipoteticamente sullo scaffale del negozio un titolo come rFactor e decide di acquistarlo, che approccio avrebbe? Sarebbe disposto a perdere ore a configurare controlli e FBB (se ha un volante) o si butterebbe subito in pista? Con un titolo del genere può farlo? Risposta: NO. Si spazientirebbe e chiuderebbe il gioco in un cassetto a tempo indefinito? Risposta: SI.

Non dimentichiamoci del contesto al quale facciamo riferimento. Il Sim Racing nasce da titoli commerciali, classici videogames (Vedi Grand Prix Legend o la serie GP di Crammond). Ma poi prende tutt’altra piega, e abbiamo avuto modo di assistere alla nascita di team di sviluppo focalizzati solo ed esclusivamente su questo genere, spesso e volentieri staccandosi dalla casa madre. Vedi Papyrus che viene acquisita da Sierra, la quale poi spremuta ben bene la porta a chiusura certa, ma da quella parentesi nasce il concetto di iRacing. Oppure ISI, che dopo l’esperienza maturata sotto EA Sports sfornano rFactor, rFactor2 ed rFactor PRO, quest’ultimo ad uso esclusivo di team ufficiali, molti dei quali di Formula 1. Oppure i SimBin (ora Sector3 Studios) che nascono come team di modding per gli ISI.

Non ci vuole molto a fare due conti e a confrontare le vendite di tutti questi team a confronto con titoli molto più commerciali e appetibili sopratutto su consolle. La differenza è enormemente a svantaggio del sim racing, eppure quest’ultimo è un settore che va avanti, anche senza pubblicità virale.

Diciamoci la verità, il Sim Racing è un sottogruppo del gaming, pertanto ne è solo una piccola parte. Da noi è tanto amato perchè lo ama solo chi è appassionato, chi non si spazientisce a perdere intere serate a settare al meglio il proprio volante o la propria vettura per poi fare al massimo una decina di giri, perchè spesso si fa sim racing più con la testa che guidando. Fa parte del gioco, e un ragazzino che vuole guidare e basta questo ragionamento non lo farebbe mai. Ed è anche giusto che sia così.

La stessa passione è quindi il vero motore del successo del sim racing. Se sei appassionato prima o poi ci arrivi da solo a scoprire questo mondo e ne vuoi far parte, è successo per tutti i sim driver. Esso è un mondo di nicchia, ristretto, ma forse è proprio questa ristrettezza di numeri a dare qualità al prodotto. La massa abbasserebbe la media, e in ogni caso anche volendo, alla massa non interessa il sim racing.

Parlare quindi di vendite di videogames che calano perchè si nutre l’ipotesi che il pubblico voglia più simulazione e meno gioco, per certi versi mi fa sorridere.  Penso infatti allo sforzo di fantasia che ci vuole per mettere in relazione due cose così diametralmente opposte, solo perchè in comune ci sono 4 ruote virtuali.

Anche perchè poi a mescolare le cose si complica tutto. E mi riferisco all’utente medio che scambia un gioco per un simulatore, e viceversa. Ma questo è un altro discorso che andrebbe affrontato a parte. Da qui poi nascerebbe un nuovo spunto che riporta alla diatriba pluridecennale su quale simulatore sia migliore. Insomma, si innesca un casino che non finisce più.

Per cui il succo del discorso a conti fatti mi fa sorgere una domanda. Non è che forse in realtà è che ci sono troppi giochi del settore in circolazione? Si sa, più  competitor ci sono, più piccole diventano le fette della torta da spartire, e anche parlarne è un modo di fare pubblicità. Non è mica sbagliato poi, ci sta. Il vero mistero in realtà è cosa c’entra tutto ciò col sim racing. In realtà il sim racing gode di buona salute (non ottima ma buona di certo si). Saranno forse le tasche di chi investe in un sim racing di larga scala (che per i motivi su citati non può esistere) a non goderne? Ci sono tanti modi di investire nel settore, buttare i simulatori di guida nel mondo dei videogames non credo però sia tra questi.  Io la butto lì, giusto pour parler…


eRace di Las Vegas, scremare le fonti per apprezzarlo bene

Ieri sera (notte in Italia) si è svolto l’atto conclusivo del famigerato eRace, la gara di Formula E al simulatore corsa al CES di Las Vegas. Tanta l’attesa tra gli addetti ai lavori ed appassionati, e praticamente solo per loro, perchè il resto del mondo ovviamente ignorava di cosa si trattasse. E se la notizia è trapelata attraverso canali poco convenzionali, la causa è dovuta principalmente al montepremi messo in palio, un bel milioncino di dollari.

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Ora, per seguire l’evento ho dovuto scremare parecchio i commenti e le news, perchè nella maggior parte dei casi ho letto cose paragonabili alle meglio trollate del web. Non mi dilungherò sulla sintesi dell’evento, reperibile un po ovunque, ma darò una spiegazione ed un senso di esistere all’evento per chi ha buona volontà di capire. Buona pace per tutti gli altri.

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Partiamo con ordine. Qualche mese fa ha avuto inizio il campionato eliminatorio su rFactor, sponsorizzato dalla Formula E, alla quale poi si è aggiunta Visa. Lo scopo era quello di ottenere i 10 migliori sim driver del mondo, e metterli in pista contro i piloti ufficiali della controparte reale, della Formula E appunto, che si sarebbero scontrati nella fase finale a Las Vegas. Per ingolosire il tutto, grazie alle generose sponsorizzazioni, è stato fissato un montepremi di un milione di dollari.
Ad occhi poco esperti del campo, tutto ciò aveva poco senso, oppure la situazione era semplicemente paradossale. Perchè? Semplice, per poca o nessuna conoscenza dell’argomento, e ci sta una critica stroncatrice da chi ignora completamente cosa sia il sim racing. Persone così non le biasimo nè le condanno, piuttosto le comprendo.
Ma l’intera frangia di videogiocatori che si scaglia contro l’evento con commenti del tipo

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ahh, internet, patria dei leoni da tastiera.
Gente che con in mano un controller della loro playstation crede di dominare il mondo!
E no, non oscuro i nomi, visto che i commenti sono pubblici.  Che poi questi sono giusto 3 a caso,  presi evitando quelli palesemente volgari.

Diamo un po di spiegazioni ai neofiti.

Montepremi troppo alto?
Se consideriamo che molti piloti finalisti campano di questo, o sono addetti ai lavori, o meglio sono piloti anche nella realtà,
se consideriamo che molti di loro fanno parte di team strutturati che ricevono sponsorizzazioni dai principali marchi di periferiche di guida e hardware in genere,
se consideriamo che la controparte reale guadagna molto di più,
direi decisamente no, il montepremi non è alto, anche perchè è suddiviso tra i finalisti. Il vincitore si è portato a casa 200mila dollari, che per quanto siano tanti soldi, non sono un milione.

Tutto per un gioco?
Certo, perchè l’evento lo facciamo con mario kart, ci guardiamo bene da usare un simulatore! Scomodiamo Jean Todt che ci spiega come evitare le buccie di banana.

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Eh ma hanno la tuta da pilota, che ridicoli.
Se il mio sponsor mi chiede di fare una gara col tutù di danza classica prodotto da loro e mi pagano bene per farlo, lo faccio, specie se con questo (aperte virgolette) “gioco” (chiuse virgolette) ci campo. Capito l’antifona?

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Ora, per chi ha assistito in modo un po più serio, la preoccupazione lecita era una soltanto. 10 simdriver contro 10 piloti reali, che ovviamente prenderanno sotto gamba l’evento perchè tanto corrono davvero. Se causano un incidente e tolgono a un simdriver la possibilità di portarsi a casa i soldi della vincita, che succede? E’ giusto? li ripagano loro? se ne sbattono perchè tanto sono piloti e hanno la puzza sotto il naso?
Per fortuna il patatrack non c’è stato, o meglio, c’è stato, ma non è stato catastrofico come si poteva pensare.

Solo una cosa da aggiungere come nota negativa. E non è la grafica come alcuni possono pensare, parliamo di un simulatore, non di un gioco sbrilluccicoso. L’acerbità, chiamiamola così, del simulatore che ha generato nell’ordine:
-ritardo nella partenza dell’evento
-riduzione della distanza di gara per problemi tecnici
-Lucas Di Grassi che neanche è potuto partire per altri problemi tecnici
-Vittoria assegnata dopo 2 ore dalla fine per penalità generate da bug legati alla mod (e non al simulatore).

Certo, Studio 397 in pochi mesi d’insediamento non poteva certo fare miracoli, ma occorre rimediare quanto prima, perchè se l’evento di per se è stato fantastico e ben congeniato, dall’altra parte occorre un supporto più solido.
Sempre per lo stesso discorso, chi è del mestiere certe cose le sa e le da per scontato, ma chi ci guarda da fuori vede solo i lati stonati, e non va bene.

Bello l’eRace quindi, c’è da sperare che ce ne siano altri in futuro, magari meno faraonici anche. E poi vedere il mondo motoristico reale che spinge il simracing verso l’e-sport di alti livelli è sempre bello, in barba alle critiche dei bimbominkia.

PS: complimenti a David Greco, che si porta a casa la consolazione del giro veloce (e 10000 $). Poteva andare meglio forse, se non fosse per l’incidente che lo ha tagliato fuori dai giochi, ma dai, alla prossima..

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Le novità di rFactor 2

Anche i sassi sono ormai a conoscenza della partnership tra ISI e Luminis, che ha dato vita a “Studio 397”, il quale si occuperà d’ora in poi dello sviluppo di rFactor 2. A mio avviso questa nuova situazione  che si è venuta a creare, oltre ad essere epocale, offre innumerevoli vantaggi al simulatore in questione. Si perchè ormai rFactor 2 ci ha abituato a piccoli aggiornamenti quasi a cadenza trimestrale, che poco aggiungono a fronte del notevole potenziale che il simulatore potrebbe offrire. Studio 397 potrebbe a breve invertire questa tendenza, con aggiornamenti frequenti, o quantomeno più corposi. Bisogna dargli tempo ovviamente, e a offrire maggiore chiarezza su questa ventata di novità corre in aiuto una lunga intervista pubblicata si Race Department a Marcel Offermans. Qui la prima parte dell’intervista, che pone l’accento sulle prime indiscrezioni sul futuro di rFactor 2.

Da quanto si evince:
-Prima di tutto, secondo Marcel, dovremmo vedere l’avvento delle DX11 nel primo trimestre del 2017, con conseguente compatibilità con la VR (Virtual Reality, in pratica il supporto all’Oculus).

-Verrà rivisitata interamente l’interfaccia grafica, integrandola con l’html in modo da creare col tempo una nuova interfaccia web based, in stile iRacing per intenderci.

-Entro un paio d’anni dovrebbe vedere la luce un nuovo motore che sostituirà il GMotor2.

Queste le novità più succose, per tutto il resto rimando all’intervista linkata, nell’attesa che venga pubblicata la seconda parte.

Nel frattempo, notizia relativa a poche ore fa, rFactor ha annunciato di aver bannato diverse licenze steam che risultano acquistate con carte di credito rubate.

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Invita inoltre a non comprare licenze rF2 da venditori terzi. Quindi occhio dove fate gli acquisti..


Riassuntone pre­vacanziero

Mi sa che per un po, almeno fino alla gara di Spa, stacco la spina da rFactor e mi butto su iRacing, perchè mi voglio male e desidero regalarmi un motivo in più per bestemmiare a fine gara.

Se l’estate in genere è sinonimo di vacanze, per me almeno quest’anno è sinonimo di impegni, ecco perchè la mia attività qui sul blog latita. Ma andiamo subito al sodo, visto che i contenuti non mancano mai. Dall’ultima news mancano all’appello due appuntamenti, quello austriaco e quello inglese. In ordine, sull’A1 Ring si è corso il 5 luglio , appuntamento numero 7 del campionato di F1 Swiss targato VRG. La mia gara è stata divertente ma sofferta, visto l’immancabile scontro alla prima curva che mi manda in fondo al gruppo. Tento una rimonta, e per buona parte di gara sembra anche andar bene, poi inizia a diluviare, e la situazione sembra davvero andare di bene in meglio per me. Mancano pochi giri al termine e visto il ritmo crescente della pioggia decido di montare gomme fresche da bagnato, ma l’eccessiva acqua mi manda in testacoda proprio quando inizio a decellerare per entrare in pit lane. Perdo tutte le posizioni uscendo dalla zona punti, e a quel punto parcheggio l’auto in attesa di tempi migliori. Qui di seguito il video dell’evento.

Quindici giorni dopo, cioè ieri sera, è il turno di Silverstone. Tento invano di agguantare l’accesso in Q1 ma anche questa volta ci riuscirò la prossima, come si dice. Al via ennesimo scontro che mi fa perdere tempo, e tento sempre di evitarli stando lontano dalle altre auto, ma ultimamente sembra una maledizione per me la prima curva. Inizio a mettermi sotto, consapevole di lottare tranquillamente per la nona posizione. Strategia ottima che mi permette di raggiungere l’obiettivo a pochi giri dal termine. Peccato che a due giri dalla fine il gioco dei doppiaggi mi è fatale, vengo speronato perdendo quel tanto che basta per uscire dalla zona punti e impossibilitato a riprenderla, anche stavolta parcheggio l’auto tutto mesto mesto, e anche un po incazzato. Anche qui di seguito il video.

E poi infine non dimentichiamoci della Entry Level. Qui le gare sono tre, visto il recupero di Montecarlo che non si disputò nella data canonica per manutenzione dei server. Ecco qui di seguito i video di Montecarlo, Austria e Inghilterra.

Ce ne sono di video da vedere…


Welc…crash in Quebec

E anche l’appuntamento numero 6 del campionato F1 Swiss by VRG si è concluso. La pista canadese fa da sfondo ad una gara che, almeno per me, ha dato e ha preso in egual misura. Ma andiamo con ordine.

La qualifica non è stata malvagia una volta tanto, riesco sempre ad azzeccare il momento in cui non c’è traffico in pista, ma giro più lento del previsto. Facendo i tempi delle prove avrei potuto sfiorare o addirittura entrare nella Q2, invece mi prendo la piazzola numero 15.

In gara la gioia di un’ennesima partenza ottima lascia spazio al panico della seconda curva, dove trovo il un groviglio d’auto da driblare. Scanso la prima, scanso la seconda, ehh la terza non va. Riparto con un ritardo mostruoso dal resto del gruppo e quindi non forzo più di tanto, puntando alla strategia. Le gomme durano una bellezza, rimonto piano piano e inizio a farmi sotto. Ho davanti Slash in gomme soft, io ho le super soft, perdo tanto tempo dietro di lui perchè nonostante io ne abbia di più causa mescola diversa, si difende egregiamente. Col senno di poi anticipando la sosta avrei guadagnato, ma puntando ad una strategia con un solo pit, ho temporeggiato, altrimenti le soft non avrebbero retto fino alla fine. E appunto al pit metto le soft, ma il ritmo cala parecchio. Le gomme durano ma i tempi sono alti, e valuto una seconda sosta a 20 giri dal termine per rimettere le super soft. Questa possibilità si concretizza quando intravedo la settima posizione agguantabile, causa penalità da scontare e pit da fare per i piloti subito avanti a me. Mi fermo anche io quindi, per evitare di trovarmeli addosso nel finale e avere vita tranquilla. Anche qui col senno di poi era meglio tirare dritto, perchè a 10 giri circa dalla fine scende il diluvio. Panico generale, mi ritrovo a duellare ancora con Slash ed entrambi guidiamo sulle uova. Lo passo per un suo errore, poi lui mi ripassa per errore mio. A quel punto provo semplicemente a portare l’auto al traguardo, preferendo saltare la sosta per le gomme da bagnato, visti i tempi di chi le stava usando. A due giri dalla fine però, troppa acqua, e perdo il controllo all’ultima chicane, non ho direzionalità e il muro dei campioni mi accoglie in tutta la sua “durezza”. Perdo l’ala e sono costretto ad una sosta forzata e lunga, che mi porta dal lottare per una sesta posizione alla decima.
Un gran peccato, punti pesanti che volano via per un errore a due giri dalla fine. Importa poco se sia stato evitabile o meno da parte mia, fa male ugualmente, ma pazienza. Tocca fare mea culpa e andare avanti.

Ecco la live della gara, buona visione.


Ed ecco la live della Entry level, sempre in Canada, sette giorni fa. Gara scoppiettante, piena di colpi di scena.


Poca preparazione ok, ma pure tanta sfiga…

Come di consueto, ieri sera la F1 Swiss targata VRG è scesa in pista sul circuito di Barcellona per la quarta tappa del campionato. La mia gara è stata dapprima un disastro, poi migliorata notevolmente al punto da sperare in un piazzamento ottimo, poi di nuovo si è tramutata in disastro con conseguente ritiro.  In qualifica si notano subito i pochi km di allenamento e la stanchezza accumulata durante la giornata con un davvero misero 18° posto. Fortunatamente al via azzecco una delle mie migliori partenze, e sfruttando vari incidenti alla partenza mi ritrovo dopo un giro in 10° posizione. La gioia per la rimonta dura giusto 5 giri, poi il cordolo killer che ha mietuto tante vittime, colpisce anche me, e con la macchina distrutta decido di continuare lo stesso, da doppiatissimo. L’auto però è ingestibile e sono costretto al ritiro. Con le dovute proiezioni, se tutto fosse andato bene (e sottolineo il SE) sarei arrivato sesto. Un vero peccato.

Ecco la gara.

 

Ed ecco quella dei giovincelli della Entry Level, che hanno avuto la loro bella gatta da pelare con la pioggia.


RFactor 2 e il suo futuro motore a “vapore”

Ieri sul forum ufficiale di rFactor2, Christopher Elliott ha annunciato le parole che almeno io in prima persona mai avrei voluto sentire. RFactor 2, dopo il prossimo rilascio, non sarà più aggiornato in versione stand alone, ma solo tramite Steam. Ciò vuol dire che chi,come me, non ha un account Steam non vedrà più l’ombra di un rilascio.

Trovo aberrante una manovra di questo tipo, in fondo se volevo comprare rFactor2 tramite Steam l’avrei fatto sin dalla sua uscita, se l’ho acquistato così com’è, così com’è me lo voglio tenere. E di fatti così com’è me lo terrò, solo che non potrò più utilizzarlo on line in teoria. Dico in teoria perchè non sono certo l’unico a pensarla così, e confido in una soluzione da parte di ISI, anche se ci credo davvero poco. Non so cosa accadrà nei campionati organizzati, praticamente non si sa nulla ancora in relazione a queste situazioni. Avremo qualche mese di tempo per capirlo, visto che il prossimo rilascio avverrà come in precedenza, per il passaggio definitivo se ne parla a quello ancora successivo.

Personalmente è un annuncio che mi lascia l’amaro in bocca, il mio pensiero e le mie opinioni su Steam sono sparse in giro su questo blog, e non mi va sinceramente di ripeterle, visto che tra l’altro non sono neanche tanto carine. Dico solo che mi brucerebbe parecchio dire addio ad un campionato e in generale alle gare on line su questo simulatore solo perchè devo obbligatoriamente passare attraverso una piattaforma proveniente da terze parti che semplicemente non accetto e non voglio usare.

Soluzioni!

-ISI fanno retro front?  ne dubito.

-Downgrade a rFactor 1? si può fare, ma non lo usa più nessuno.

-Rispolvero l’account iRacing? già fatto e già così non lo sto usando quasi mai.

Boh. Non resta che attendere sviluppi e vedere che succede, sperando che almeno il fatidico rilascio ritardi il più possibile a questo punto.  Qui il link del topic sul forum ufficiale.


Lo pseudo-marketing degli “esperti”

Qualche giorno fa il noto sito pretendracecars.net ha pubblicato una news interessante, la quale ha riacceso i riflettori, anche se non in maniera diretta, sull’annosa questione: qual’è il miglior simulatore tra quelli disponibili in commercio? Il discorso si è focalizzato principalmente su due titoli: rFactor2 e Assetto Corsa. Il palcoscenico di questa ormai squallida diatriba però non è il noto sito di sim racing, bensì si estende un po su tutti i principali portali del settore, inclusi quelli ufficiali.
Non mi schiererò con nessuna delle due parti, non mi interessa neanche farlo. Il mio pensiero non si focalizza certo sul risultato finale, anche perchè non credo ce ne sarà mai uno. Penso invece al “come” si svolge questa lotta, quali sono cioè le dinamiche della discussione. Nel corso degli anni ho letto, partecipato e visto sviscerare questo discorso un numero infinito di volte in un numero infinito di portali, e a prescindere dall’esito dello stesso, una sola certezza veleggiava sui forum: fin quando la discussione non degenera scadendo nel ridicolo si va avanti a parlare e scambiarsi pareri. Il succo del discorso è che la tolleranza all’argomento terminava quando si andava oltre il buon senso e le consuete regole di netiquette. Facile quindi, discussione libera ma quando si scade in un ridicolo degrado arriva l’admin di turno a chiudere la conversazione.
Ora il problema però sembra essere un altro, e forse anche abbastanza grave: se chi denigra un simulatore lo fa col supporto dall’azienda rivale, che si fa???
Pretendracecars, che aveva la pulce nell’orecchio da un po di tempo, ha svolto un lavoro certosino raccogliendo screenshot di discussioni svoltesi sui forum ufficiali di rFactor2 ed Assetto Corsa, dimostrando che pochi utenti, con all’attivo svariate migliaia di messaggi quasi sempre tutti uguali, svolgono quasi un vero e proprio lavoro scrivendo di continuo quanto sia penoso il simulatore prodotto e venduto dai rivali. Ironicamente la disputa è stata paragonata a quella ben più tragica tra i Bloods ed i Crips, le due famose gang criminali di Los Angeles. Trovo il paragone calzante, anche perchè a mio avviso anche in questo contesto ci sono vittime, anche se per fortuna solo in senso figurato. Le vere vittime sono proprio le aziende stesse, ISI e Kunos. Perchè se c’è gente che va in casa di un’azienda a denigrare il suo prodotto, e si scopre poi che a mandarli è proprio l’azienda rivale (con tanto di nome e ringraziamenti nei credits dei suoi prodotti), beh la figura barbina la fanno proprio le aziende stesse.

Personalmente trovo ignobile fare pubblicità e marketing infangando con continuo spam la concorrenza. In un mondo ideale sarebbe meglio che queste mosse promuovano il proprio prodotto esaltandone le qualità, invece di far cadere quelle altrui, ma forse sono io troppo ingenuo e vivo nel paese delle fate.

Mi consola parzialmente il fatto che il potenziale e futuro utente medio arriva a leggere queste cose quando ha già fatto la sua scelta, e quindi non ne rimane in alcun modo condizionato. E questo porta al domandone finale, che è un po lo spunto di riflessione di questo intervento. Vista l’inutilità di questa lotta, almeno dal punto di vista commerciale, questa è concorrenza sleale reciproca, o semplicemente marketing alla spicciolata?


C’è ancora tanta strada da fare

Proprio ieri sera è andato in scena sulla pista di Shanghai il terzo appuntamento F1 Swiss 2016 by VRG. Per me gara divertente, poteva andar meglio in termini di risultati, ma a parte questo mi sono divertito parecchio nei tanti duelli che ho avuto.
Orfano del mio compagno di squadra, alle prese con problemi di pc, c’ho messo una settimana a imparare come si fa a non bruciare le gomme qui, fino a due giorni prima della gara il mio stint più lungo con le soft era di 6 giri. A mali estremi, smanettando con i gradi di rotazione del volante ho risolto in modo un po ortodosso il problema, al punto da prevedere anche un’eventuale strategia a una sola sosta, come poi ho fatto. Il rovescio della medaglia è che questo problema mi ha impedito di concentrarmi su un buon assetto, e sono arrivato alla gara con un po troppo rollio da gestire in curva.

In qualifica do il massimo ma non riesco ad entrare in q2. Mi accontento della piazzola numero 12.
In gara parto bene, non perdo posizioni e inizio quindi a concentrarmi sul mio ritmo, passo i primi giri a capire il degrado gomme per vedere se vale la pena fare uno o due pit. Intanto mi accorgo che stacco veramente tardi rispetto agli altri, ed è un bene, anzi addirittura devo anticipare le staccate per evitare di carambolare addosso a chi mi precede. Al sesto giro anticipo il gas alla curva dopo il t1 e mi giro come un pollo. Rientro indietrissimo, ma inizio a fare bei duelli, prima con Proserpio e poi con Lazzerini. Le gomme reggono e decido di tirare per una sola sosta, fermandomi al giro 18 o 19. Dopo il pit altro bel duello con Alex, culminato con un bel sorpasso al termine della prima curva, anche se credo che a renderlo bello sia stato il fatto che forse Alex era a fine gomma. Intravedo la settima posizione, ma anche le medie dopo 25 giri iniziano a cedere e vedo kimi e celiento avvicinarsi. Provo a spingere perchè una volta in zona drs sarebbero passati, ma gli ultimi due giri li ho praticamente fatti sulle uova e non mi difendo neanche tanto quando mi passano, sarebbe stato impossibile tenerli entrambi dietro. Mi accontento di una nona posizione dal gusto agrodolce.

Col senno di poi quel testacoda del sesto giro mi ha fatto perdere quei 13 secondi che sarebbero bastati a tenere tranquilla la settima posizione, ma vabbè, devo re-imparare a guidare costante come ai bei tempi, con rF2 sono vistosamente ancora in fase di apprendistato.

Come di consueto ecco la registrazione della gara.

e qui, sempre come di consueto, la gara della Entry Level.


Il vero problema di rFactor 2

Dalla sua uscita datata 11 gennaio 2012, rFactor 2 ha di sicuro fatto discutere intere community, nel bene o nel male. Chi ha gridato al miracolo, trovandosi finalmente un simulatore improntato sulla fisica delle gomme, chi invece lo ha criticato aspramente con la tipica frase “anni di progettazione da parte di ISI e il risultato è solo questo?”. Ovvio, tanti anni di sviluppo avranno sicuramente giovato al netcode, ma di contro la grafica non poteva reggere il passo dei tempi, a meno di ricominciare da capo l’intero progetto ogni volta che saltava fuori qualche evoluzione grafica. Il classico cane che si morde la coda, tanto si è scritto e letto a riguardo, ma ho trovato interessante un commento su un sito. A dire la verità non lo trovo interessante solo io, ma il sito stesso sul quale è stato scritto, al punto da promuovere questo commento al rango di vera e propria news. Il sito in questione è pretendracecars.net, il commento è anonimo e non firmato, ma ha suscitato interessi e approvazioni anche da parte del sottoscritto, perchè ha centrato perfettamente l’universo di rFactor2 e il nocciolo del problema. Ora, normalmente linkerei tutto e lascierei l’onere della lettura a chi ha pazienza di farlo, ma questo è un intervento talmente bello e sensato che mi son preso la briga di tradurlo e trascriverlo qui sotto. Perdonatemi se talvolta la traduzione non è particolarmente fantastica, ma visto l’orario non ho avuto molto tempo per rivederla bene.  A voi.

Se si naviga tra le community di sim racing per un po, si inizierà a vedere un interessante tendenza, molti sim driver ritengono che il problema più grande con rFactor 2 sia la grafica datata.

Personalmente, non credo che questo sia un problema.

Storicamente, i sim drivers hardcore di ieri non erano facilmente impressionabili da una grafica luccicante; al contrario apprezzavano una fisica di alta precisione sopra ogni altra cosa. Il successo di "live for Speed" ​​più di un decennio fa dimostra questa mia osservazione. I piloti virtuali danno validità nella grezza autenticità della fisica, in modo da poter ignorare temporaneamente l'aspetto cartoonesco e automobili a forma di cubo, preferendo di concentrarsi invece sull'aspetto di guida puro e semplice, che era fenomenale.

Il problema più grande con rFactor 2, e il motivo per il quale il gioco semplicemente non ha preso piede come il suo predecessore, è che notoriamente è difficile creare mod. Senza buone mods e vedendo un rilascio pubblico su base mensile, i giocatori sono limitati a poche scelte quando arriva il momento di trovare qualcosa da guidare all'interno del simulatore. Ora andiamo indietro ai giorni di rFactor originale, il motore ISI era veramente l'unica cosa a disposizione quando si trattava di avere una sorta di piattaforma aperta al modding. Quindi ISI, che non ha fatto molti sforzi nel rivelare come costruire le automobili per il loro simulatore, è stata superata dagli sforzi collettivi delle community. Sono state scritte lunghe discussioni, sono stati creati strumenti gratuiti, ed è diventato facile per qualsiasi modder mediamente bravo iniziare costruire qualcosa di speciale.

Il team ISI non ha imparato nulla dalle azioni della Community, e non ha compreso quello che stava accadendo a tutti. Questo è in parte colpa di ISI, e in parte colpa della community.

ISI ha fatto l'errore di non riuscire a capire che la maggior parte delle persone non hanno il tempo o la voglia di sedersi e decodificare il loro nuovo gioco, quando titoli in diretta competizione come "Assetto Corsa" rendono l'aspetto modding estremamente facile per impostazione predefinita. Essi sembrano avere l'impressione che la maggior parte delle persone non lo fanno perchè occorre tempo per modellare e configurare una macchina. Questo è un punto dimostrato dalla recente intervista di Tim Wheatley, il quale afferma di aspettarsi mods a pagamento per aiutare rFactor 2 a crescere nel futuro. Tim crede fermamente, almeno a mio parere, che se qualcuno è guidato dal denaro invece di sprecare il suo tempo libero, avrebbe effettivamente uno stimolo a moddare. E' vero che rFactor 2 è probabilmente la piattaforma più completa, e probabilmente il simulatore con il più complesso modello di fisica da un punto di vista strettamente personale, ma diciamo le cose come stanno. La maggior parte delle mods sono create dalla volontà del modder di mettere una macchina particolare dentro un gioco. Se riesce a raggiungere questo scopo in modo molto più veloce di altri giochi, ignorerà la fisica creandone una meno realistica solo per concretizzare la sua volontà, come si è visto anche in passato ai vecchi tempi di rFactor.

Ma la community è anche in parte da biasimare, perché, come ho detto all'inizio, sembra solo piangere sui miglioramenti Direct X e la mancanza di contenuti. La community mostra tutti i giorni, su diversi forum e in risposta ad articoli correlati rFactor, che la sua principale preoccupazione riguarda elementi non legati allo sviluppo di una piattaforma di modding. E Tim sembra essere turbato anche di questo, poichè ho rilevato un certo risentimento nella sua intervista, quando ha detto che ISI semplicemente ha creato ciò che la community ha chiesto. Bene, anzi, di sicuro hanno costruito un gioco che la community ha voluto, ma basato sul fatto che la gente sapeva già come creare mods a tutto tondo per rFactor originale, completo di tutti i tipi di strumenti di modding provenienti da terze parti.

Quando rFactor 2 è stato lanciato, una parte della community dedicata al modding subito ha sottolineato che era difficile creare nuovi contenuti, e che l'avvento di strumenti appositi sarebbe cosa gradita. Per essere onesti, ISI ha fatto un piccolo sforzo per aiutarli, ma non abbastanza. E questo gruppo dedicato fu presto sepolto sotto tutto il ​​marketing virale e della folla di utenti che confrontava i livelli di shader model in inutili video su YouTube.

Se ISI vuole mods di qualità che saltino fuori a destra e a sinistra per rFactor 2, ha bisogno di fare ciò che la community è stata costretta a fare una decina di anni fa, e di creare strumenti per aiutare le persone a iniziare.
E un'ultima cosa, abbandonare lo stupido modello di sottoscrizione. Per favore e grazie.

Ora, mi trovo in pieno accordo con quanto detto da questo intervento, e condivido il succo del discorso fatto da pretendracecars.net. In parole povere, rFactor ha vissuto una fase, anni fa, in cui c’era davvero una marea di utenti che si son fatti il mazzo a creare strumenti, plugin e programmi appositi al modding. L’idea di dover ricominciare tutto da capo per rFactor2 non è per nulla entusiasmante, soprattutto se si considera che per altri simulatori questo lavoro è praticamente già impacchettato e pronto all’uso. C’è poco da lamentarsi quindi se le mod e i plugin sono pochi. Il discorso cambierebbe bruscamente se ISI intervenisse a tal proposito.

Poi, considerazione personale relativa ai plugin, nonostante rFactor2 abbia ormai 4 anni, occorre tempo per vedere qualche novità interessante. Non dimentichiamoci che su rFactor ci son voluti 6 anni pieni prima di vedere plugin che implementassero il meteo variabile e la gommatura della pista.
Insomma, se ISI tendesse un po di più la mano ai modders io sono convinto che vedremmo parecchie cose belle.