Buon 2017…. ops scusate, buon 2018!!

Dopo circa un anno e mezzo dalla richiesta, ecco la risposta, che ormai avevo proprio rimosso dai miei pensieri e che pensavo non avrei mai ricevuto.

Gentile potenziale partner,

In passato ci hai chiesto di farti sapere quando sarebbero state accettate nuove registrazioni al Programma Partner Google Play Libri. Quel momento è arrivato.

E niente, a breve finirò pure su Google Play. Cosa che mi aspettavo per il Capodanno passato, non certo ora che il libro è finito nel dimenticatoio, anche quello della mia testa.

Ma vabbè, non ho mai scritto con particolari ambizioni di guadagno, sarà mai perchè ho avuto la brutta abitudine di regalarlo agli amici che lo chiedevano, distruggendo così l’unica potenziale clientela?

Tutto sommato ripeto, va bene così, i “big money” li lascio fare a chi sa farli. Ho scritto principalmente per me, se poi qualcuno ne rimane incuriosito ne sarei ben felice.  Ma se così non fosse, a me va bene ugualmente.

Intanto colgo l’occasione per buttarlo nel calderone di google libri, hai visto mai…?

E colgo l’occasione per augurare a tutti buone feste, e un buon 2018, pieno di gare e soddisfazioni.


PRC chiude battenti…. per ora… dicono!!!

PRC, per gli amici pretendracecars.net, da qualche giorno non è più raggiungibile. Dalla pagina facebook si scopre che per ora il blog canadese pare abbia chiuso semplicemente battenti.  Non è dato sapere se in futuro dovesse riaprire oppure no.

PRC si è fatto strada nel corso degli anni come un blog irriverente, fortemente sarcastico, pronto a sputtanare tutto il panorama del simracing internazionale con le sue inchieste nude e crude.  Talvolta dava voce alla community raccogliendo pareri riguardo le tematiche del momento, tenendo vive le discussioni su un panorama nel quale notoriamente si scrive sempre poco.  Tra le più famose inchieste ricordiamo la “crociata” contro iRacing e in particolar modo il suo modello di pneumatico che offre più performance quando è freddo, oppure l’inchiesta su Josh Martin, il simdriver aspirante professionista del quale ho parlato anche io prima dell’estate.

Insomma si trattava di un blog che in tanti casi è andato oltre le notizie, andando a scovare dietro le quinte cosa effettivamente ci sia di vero in quello che le case di produzione dei nostri simulatori ci comunica. Inevitabilmente con un tale approccio sono molti i nemici che il sito si è creato nel corso degli anni, e il buon James (il fondatore) ha collezionato ban un po ovunque.

Ciò ha portato negli ultimi mesi ad articoli del tipo: “ecco perchè non mi piace iRacing”, “ecco cosa odio di Assetto Corsa”, “i motivi per cui non corro su RaceRoom”, “fRactor per me è morto”.

Insomma tirando un po le somme, obiettivamente diventa difficile gestire un blog sul simracing se i simulatori  più blasonati non li usi più perchè non ti piacciono o ti hanno bannato dai relativi portali. Diventa difficile proprio trovare argomenti a riguardo.

A me personalmente piaceva seguirlo proprio quando la situazione si scaldava molto con le inchieste, un po meno quando c’era semplicemente da riempire buchi temporali privi di eventi particolarmente interessanti. In quei momenti si leggevano le peggiori cose. James era serio nel seguire inchieste, ma troppo infantile quando si doveva solo scrivere giusto per scrivere.

Ne sentiremo la mancanza? Direi di “NI”. Nel senso, quando nel settore del simracing sentiremo puzza di bruciato per qualche notizia o evento poco chiaro direi di si, visto che solo PRC affrontava tali argomenti. Per il restante 99% dell’anno in cui ci sono solo news standard, direi proprio di no.


L’articolo c’è… ma non sta qui

Ho scritto un articolo riguardante la recente apertura da parte del Comitato Internazionale Olimpico nei confronti degli esports. Ma non lo troverete tra queste pagine, bensì sul sito VRG, il portale nel quale ormai corro da anni e anni, e col quale da ora collaboro nella stesura degli articoli.

Ci sarà spazio per notizie varie o argomenti interessanti da trattare, sempre all’interno del panorama del simracing.

Per le cose noiose invece, come di consueto continuerò a scrivere qui.

Come ho già detto, questo articolo riguarda l’apertura del CIO verso gli esports, ed eventuali conseguenze che ipotizziamo possano esserci all’interno del simracing.

E’ una cosa positiva o negativa? Noi simdrivers siamo pronti?

virtualracinggroup.net per leggerlo, o semplicemente basta cliccare qui. Buona lettura.


Il sim racing si autoalimenta da solo?

Vedo in giro ultimamente molti articoli sparsi sull’andamento delle vendite di vari titoli di guida, come Forza Motorsport o Gran Turismo. Spesso poi ciò va di pari passo con discorsi del tipo “forse l’utente vuole più simulazione e meno gioco”, spostando inevitabilmente il fulcro del discorso sul sim racing.

Il nesso tra le due cose è palesemente forzato, visto che di fatto si tratta di due argomenti completamente distinti e separati. L’unica cosa in comune è che in entrambi i casi parliamo di auto, ma parliamo anche di due contesti infinitamente lontani tra di loro.

Il Sim Racing non ha bisogno di vendite e pubblicità da videogames. Spiego meglio, con questo non sto dicendo che non ha bisogno di essere pubblicizzato. Basta però dare un occhio al panorama in genere per capire pochi punti fondamentali intorno al quale si costruisce questo discorso.

Il videogame deve vendere, punto. Piaccia o non piaccia, il bombardamento mediatico che spinge all’acquisto di un titolo deve essere incalzante, proprio perchè è finalizzato a creare una sorta di “moda” nel settore. Deve quindi a vendere il più possibile.

I simulatori di guida, quelli veri intendo, è palese che non vadano mai in questa direzione. Qualcuno ha mai visto una pubblicità o una reclame su un giornale o in tv su iRacing o su rFactor?

Perchè accade questo? Presto detto: un simulatore è difficile. Il ragazzino appassionato d’auto che vede ipoteticamente sullo scaffale del negozio un titolo come rFactor e decide di acquistarlo, che approccio avrebbe? Sarebbe disposto a perdere ore a configurare controlli e FBB (se ha un volante) o si butterebbe subito in pista? Con un titolo del genere può farlo? Risposta: NO. Si spazientirebbe e chiuderebbe il gioco in un cassetto a tempo indefinito? Risposta: SI.

Non dimentichiamoci del contesto al quale facciamo riferimento. Il Sim Racing nasce da titoli commerciali, classici videogames (Vedi Grand Prix Legend o la serie GP di Crammond). Ma poi prende tutt’altra piega, e abbiamo avuto modo di assistere alla nascita di team di sviluppo focalizzati solo ed esclusivamente su questo genere, spesso e volentieri staccandosi dalla casa madre. Vedi Papyrus che viene acquisita da Sierra, la quale poi spremuta ben bene la porta a chiusura certa, ma da quella parentesi nasce il concetto di iRacing. Oppure ISI, che dopo l’esperienza maturata sotto EA Sports sfornano rFactor, rFactor2 ed rFactor PRO, quest’ultimo ad uso esclusivo di team ufficiali, molti dei quali di Formula 1. Oppure i SimBin (ora Sector3 Studios) che nascono come team di modding per gli ISI.

Non ci vuole molto a fare due conti e a confrontare le vendite di tutti questi team a confronto con titoli molto più commerciali e appetibili sopratutto su consolle. La differenza è enormemente a svantaggio del sim racing, eppure quest’ultimo è un settore che va avanti, anche senza pubblicità virale.

Diciamoci la verità, il Sim Racing è un sottogruppo del gaming, pertanto ne è solo una piccola parte. Da noi è tanto amato perchè lo ama solo chi è appassionato, chi non si spazientisce a perdere intere serate a settare al meglio il proprio volante o la propria vettura per poi fare al massimo una decina di giri, perchè spesso si fa sim racing più con la testa che guidando. Fa parte del gioco, e un ragazzino che vuole guidare e basta questo ragionamento non lo farebbe mai. Ed è anche giusto che sia così.

La stessa passione è quindi il vero motore del successo del sim racing. Se sei appassionato prima o poi ci arrivi da solo a scoprire questo mondo e ne vuoi far parte, è successo per tutti i sim driver. Esso è un mondo di nicchia, ristretto, ma forse è proprio questa ristrettezza di numeri a dare qualità al prodotto. La massa abbasserebbe la media, e in ogni caso anche volendo, alla massa non interessa il sim racing.

Parlare quindi di vendite di videogames che calano perchè si nutre l’ipotesi che il pubblico voglia più simulazione e meno gioco, per certi versi mi fa sorridere.  Penso infatti allo sforzo di fantasia che ci vuole per mettere in relazione due cose così diametralmente opposte, solo perchè in comune ci sono 4 ruote virtuali.

Anche perchè poi a mescolare le cose si complica tutto. E mi riferisco all’utente medio che scambia un gioco per un simulatore, e viceversa. Ma questo è un altro discorso che andrebbe affrontato a parte. Da qui poi nascerebbe un nuovo spunto che riporta alla diatriba pluridecennale su quale simulatore sia migliore. Insomma, si innesca un casino che non finisce più.

Per cui il succo del discorso a conti fatti mi fa sorgere una domanda. Non è che forse in realtà è che ci sono troppi giochi del settore in circolazione? Si sa, più  competitor ci sono, più piccole diventano le fette della torta da spartire, e anche parlarne è un modo di fare pubblicità. Non è mica sbagliato poi, ci sta. Il vero mistero in realtà è cosa c’entra tutto ciò col sim racing. In realtà il sim racing gode di buona salute (non ottima ma buona di certo si). Saranno forse le tasche di chi investe in un sim racing di larga scala (che per i motivi su citati non può esistere) a non goderne? Ci sono tanti modi di investire nel settore, buttare i simulatori di guida nel mondo dei videogames non credo però sia tra questi.  Io la butto lì, giusto pour parler…


F1 2017, la prova in pista

Non recensisco di solito videogames, ma ogni anno Codemasters ci delizia col gioco ufficiale della Formula 1 e tocca inevitabilmente buttarci un occhio. Ogni testata on line ormai lo ha recensito in tutte le salse, con voti esageratamente alti, tutti dal 8 in su. Me le sono lette tutte, o quasi, per quanto umanamente possibile sia leggere una cinquantina di recensioni sparse qua e la.
Ma non prima di averlo provato.

Tra le punte di diamante di questo gioco, alla vigilia della sua uscita erano state acclamate la modalità carriera completamente rinnovata e la presenza di un notevole parco auto storiche. Ok, ma se parliamo di un simulatore per me le punte di diamante devono essere altre. Qui però parliamo di un gioco, un simcade per la precisione, cioè una via di mezzo tra simulazione e arcade, e quindi va bene. Volevo analizzare in modo analitico e schematico sito per sito, ma ci vuole davvero troppo tempo, per cui mi limito a fare come hanno fatto gli altri siti.

GUI
Per i neofiti è la grafica dei menù. Da tutti i siti recensori è stata snobbata o semplicemente descritta in un trafiletto minuscolo. Io mi sento di dover dire una cosa, che poi è la stessa di tutti i capitoli Codemasters precedenti. Possibile che sia così difficile abilitare il mouse nei menù? Il fatto che sia completamente inutilizzabile mi sa di gioco convertito in fretta e furia dalla versione Playstation, e questo succede praticamente ogni anno. Se poi consideriamo che l’alternativa per muoversi tra i menù non sia neanche delegata ai tasti direzionali della tastiera, bensì ai tasti da F5 a F9, mi lascia davvero basito. Spulciare il menù premendo il tasto esc mentre si è ai box o in pista è una specie di battaglia navale, c’è sempre da azzeccare il tasto funzione corretto per andare al menù successivo. E ovviamente da menù a menù i tasti da usare per navigarlo, cambiano….

FISICA E CONTENUTI
In modalità principiante, come facile aspettarsi, la fisica è davvero plafonata e perdona anche l’errore più madornale. Praticamente è arcade allo stato puro. Andando man mano a rimuovere gli aiuti ovviamente il discorso cambia, la macchina inizia a comportarsi più da simulatore, ma c’è sempre (come nei capitoli precedenti) un sottosterzo assurdo e una tendenza a perdonare gli errori di guida. Due cose ovviamente collegate tra loro, per evitare di far spazientire i giocatori più accaniti che vorrebbero godere appieno delle sensazioni che l’auto trasmette.

Parco auto storiche bello da vedere, ma a livello di guida, specie con tutti gli aiuti attivati, cambia solo il sound del motore, e poco altro. le auto si comportano tutte allo stesso modo. Con aiuti disabilitati la situazione cambia, ma si limita ad aggiungere sottosterzo o sovrasterzo a seconda dei modelli. Per esempio la Renault 2006 ha l’anteriore piantato in pista e un sovrasterzo davvero accentuato, mentre la McLaren del 91 ha sovrasterzo in potenza e un forte sottosterzo in frenata. Che queste siano le peculiarità delle auto reali, ovviamente non posso asserirlo di certo, ma non ci giurerei.

GRAFICA
Bella e sbrilluccicante, senza ombra di dubbio. Con un pc che non è il top del top e i dettagli al massimo non ho notato cali di frame o stuttering. Solo un crash isolato al primo utilizzo e mai più replicato. Visivamente niente da dire, fa la sua porca figura. Ma… unico appunto riguardo le piste. Alcune si vede palesemente che siano riciclate dai titoli precedenti, sembrano vecchie e appartenenti a una generazione fa. Sarebbe stato meglio quantomeno aumentare la risoluzione delle texture.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Dicono sia migliorata, che ora sia più aggressiva e conceda di meno anche a livelli di difficoltà più accessibili agli esseri umani. Beh io l’ho provata al livello massimo, e ho notato che affiancando l’auto in staccata durante un sorpasso, concede ancora mooolta strada, troppa. Certo attacca di più e più frequentemente, oltre ad andare moolto più veloce di me, ma in difesa fa ancora acqua. Il miglioramento rispetto ai capitoli precedenti c’è, ma non è così eclatante come viene spacciato.

CONTROLLI
Premetto di non aver pensato mai neanche nelle mie fantasie di usare tastiera o pad. Solo volante. Il titolo precedente lo provai con il Logitech G27, questo l’ho provato col CSL Fanatec. Non ho notato praticamente differenze. In entrambi i casi c’è da smanettare parecchio per configurarlo bene, perché di default il volante ha la sensibilità e i gradi di rotazione di uno Scania. Ma poco importa, smanettandoci sopra si trova il giusto compromesso. Peccato che questo esaltante FFB che fa sentire ogni minima asperità della pista io non l’ho visto. A parte che c’è poco su cui agire nelle regolazioni del ffb, ma sottosterzo e sovrasterzo sono percettibili a stento, anche se l’auto visivamente ha una eccessiva e vistosa tendenza al sottosterzo, correggibile solo agendo pesantemente sul setup. Ah, piccolo grande appunto. I comandi assegnati vanno salvati più di una volta. Già mi capitò con F1 2015. Non è raro perdere quella buona mezz’ora a calibrare il volante per benino e assegnare tutti i tasti, per poi scendere in pista con l’assegnazione e le impostazioni di default. Non so bene come intendano loro la logica della memorizzazione dei controlli, ma a casa mia questo aspetto equivale ad un bug, che Codemasters sui titoli F1 si porta dietro da sempre.

MULTIPLAYER
Unico aspetto che non ho provato. Mi devo fidare di quanto dicono i siti specializzati, cioè che ricalca fedelmente la versione 2016. Ma non so se vada bene o meno.

In conclusione, non trovo in questo titolo nulla di diverso dalle aspettative. Un gioco e va preso per quello che è. Ma a mio avviso è solo una versione 2016 confezionata in maniera diversa, con qualche fiocchettino in più. Addirittura mantiene gli stessi piccoli bug, che per quanto non siano determinanti, ci sono comunque, e l’utenza Codemasters a quanto pare è destinata a conviverci a tempo indeterminato. Ma fin quando nessuno si lamenta va tutto ok. Resta comunque un prodotto godibile per passare qualche bella serata in compagnia o anche da solo.

A tenerlo bene a galla forse ci sta solo il fatto che ora ha quel tocco di “quasi RPG” in più che contribuisce ad aumentarne la longevità nella modalità carriera. Si perché quello che molti definiscono come una parte manageriale, beh di manageriale non ha nulla. I potenziamenti dell’auto si sviluppano in base a un punteggio simile ai punti esperienza dei classici RPG, e non in base a un progetto di sviluppo che potresti gestire come un manager.

In ogni caso, a rischio di ripetermi, resta comunque un bel GIOCO, con un gran blasone dietro che sicuramente ne aiuterà la vendita, e se lo si acquista senza la pretesa della simulazione assoluta, cioè con consapevolezza, allora l’acquisto è di certo azzeccato.


Aggiornamenti sparsi (il ritorno)

Dopo mesi e mesi (e mesi) di stop, generati da cause di forza maggiore, sono tornato!!!! Si torna a parlare di corse e simulatori, con un bel po di carne al fuoco.
Procediamo in maniera schematica e in ordine puramente casuale tra le 4 cose che più tengono banco in questo periodo.

Il nuovo volante Thrustmaster
Thrustmaster ha annunciato per settembre l’uscita del TS-XW Racer SPARCO P310. Altro non è che una versione evoluta del TS-PC, rivestita da Sparco. Costa di più del TS-PC (700 euro), ma ha in più la pedaliera. A conti fatti per me è una boiata assurda. Non tanto il volante, quello è bello pure, e magari sarà anche anni luce meglio del TS-PC. Ma la Thrustmaster lo proietta nella fascia alta, quindi manda a donnine di facili costumi tutto quello che aveva propagandato all’uscita del TS-PC.
“Abbiamo fatto un volante bellissimo e professionale anche se non è direct-drive, costa tanto, l’ha fatto Sparco, ed è meglio del precedente che non ha neanche un anno di vita. Come dite? avevamo detto che il TS-PC era di fascia alta anche se costava poco? Non vi abbiamo detto che non lo è più? Ops!”
Quindi chi ha il TS-PC ha un giocattolo in mano? no, semplicemente ha un volante di fascia media, e non alta come credeva. Eh ma Fanatec ha fatto lo stesso facendo uscire il CSL-Elite e subito dopo il ClubSport Wheel Base V2.5? Vero, ma aveva già il V2 in fascia alta e lo ha evoluto. Al contrario di Thrustmaster che in fascia alta non aveva nulla, anzi, ha finto che ci fosse il TS-PC.

DriveHub
Ne avevo già parlato su facebook (male), questo aggeggio che verrà messo in commercio proprio a partire da oggi è una specie di decoder, adattatore, chiamatelo come volete, io la chiamo cinesata. Servirà per collegare qualunque volante nativo per pc alla playstation. E qui si aprono una miriade di scenari. Lo compra chi ha già il volante buono, semplicemente per divertirsi alla play? lo compra chi ha solo la play e paparino gli compra il volante da 1000 euro per poter dire che c’ho il simulatore sulla playstation? Lo scopriremo presto. Lo produce la Collective Minds, nota azienda di periferiche per consolle. Ma per me, una cinesata resta…

World Fastest Gamer
Trattasi di una bella iniziativa lanciata dal Team McLaren, per trovare i simdriver più veloci del mondo. A quello più veloce di tutti verrà offerto un contratto di lavoro di un anno proprio in McLaren, oltre alla denominazione di Pilota ufficiale di F1 per la ricerca e lo sviluppo al simulatore. Ciò arricchisce il panorama del sim racing e si aggiunge all’evento famoso dell’ERace di Las Vegas. Trovo bello oltre che interessante quando il sim racing viene esaltato per le sue effettive potenzialità e non per esaltare qualcosa che non è (vedi prossimo punto). Trovo interessante poi soprattutto quando McLaren si sia soffermata nella ricerca su veri simulatori e non su semplici giochini. Perchè il sim racing visto come e-sport non è certo il reality svolto con la playstation di qualche anno fa, ne tanto meno quello che c’è nel prossimo punto. Pura simulazione e puro simulatore, senza fronzoli e giochini di sorta. Brava McLaren.

F1 2017 by Codemasters
Nuova stagione, nuovo titolo della casa Codemasters, la quale si butta nella mischia da quest’anno con qualcosa di simile al World Fastest Gamer. Vuoi che Liberty Media vuole rinfrescare l’ambiente, vuoi che Codemasters detiene i diritti videoludici della F1, ed ecco che le due cose sfociano in una cosa che però è un po imbarazzante definire e-sport. Non mi dilungherò tanto nella questione, conto di farlo con un articolo a parte in futuro. Per ora diciamo soltanto l’essenziale, cioè che Codemasters ha ideato una serie di eventi, i quali permetteranno ai 40 piloti più veloci di lottare tra di loro a Londra il prossimo 10 e 11 Ottobre, e ad Abu Dhabi durante il week end di gara, per decretare il vincitore. Chi arriva primo avrà l’onore di essere inserito tra i piloti ufficiali nel prossimo F1 2018 (basterebbe scaricare un editor per farlo comodi a casa propria), oltre ad essere automaticamente ammesso alle semifinali per l’evento del prossimo anno (se ci sarà mai). E io che da povero illuso pensavo regalassero un posto di lavoro! (Ops! :D) Ora, per carità, l’iniziativa viaggia di pari passo con la F1 ed è anche bella. A patto che parliamo di videogiocatori però eh, non di sim driver. Parliamoci chiaro, F1 by Codemasters sta alla vera F1 come Fifa by EA sta al calcio. E se gioco assiduamente a Fifa2017 nessuno mai si sognerebbe di dire che sono un calciatore virtuale…. Ma aspettiamo di provarlo bene, poi vedremo cosa mai scriverò su questo titolo…. boh.


Simdriver verso il professionismo… ma anche no!

Chi ha mai sentito parlare di Carlos Henrique Raposo? Trattasi del protagonista della più grande truffa calcistica di sempre. Sfruttando le sue conoscenze, senza neanche saper fare 2 palleggi, riuscì negli anni 80 ad ottenere l’ingaggio dei club più blasonati del Brasile, passando per campione assoluto. Giocando in una carriera intera si e no una ventina di minuti, fingendosi perennemente infortunato, andò in pensione spuntandola e passando come un campione semplicemente molto sfortunato. Ci si accorse della truffa solo molto tempo dopo.

Questo è l’esempio di come facendo una massiccia campagna di marketing su se stessi ed a possedere una bella faccia tosta si possa riuscire nell’impresa di vendere il nulla spacciandolo per oro.

Cosa c’entra col simracing tutto questo? E’ presto detto!

Tempo fa mi sono imbattuto in uno dei pochi libri sul simracing (?). Ovviamente decisi di leggerlo e parlarne qui. Lo feci ad Ottobre scorso in questo articolo.

Facciamo un rapidissimo recap. “Virtual Race Driver” è un libro che ha l’intenzione di proporsi come  una raccolta di segreti e consigli per andare veloce in pista, tratti dalle parole di piloti virtuali famosi (almeno a detta dell’autore). Purtroppo di simdriver realmente famosi non c’è neanche l’ombra, ma nonostante  siano passati 6 mesi abbondanti, un nome mi è rimasto in testa, e riporto pie pari quanto scrissi all’epoca, giusto per contestualizzare.

“Primo pilota, e scopro che è un certo Josh Martin. Appena leggo che corre su Assetto Corsa chiudo il pdf e mi piazzo comodo in pantofole a guardare la tv riflettendo su cosa mangiare a cena. Il mio secondo pensiero è stato “meno male che il libro non si paga”. Il giorno seguente mi sono armato di coraggio e ho continuato la lettura, non senza indagare preventivamente grazie a google sui piloti interpellati, tanto per prevenire altre belle sorprese. Scopro infatti che questo Josh Martin effettivamente ha corso realmente, ma solo a livelli che sfiorano l’agonismo, tanto che il suo obiettivo è quello di arrivare a fare i test (quindi di gare non se ne parla) su una Formula 4. Il suo sito ha due o tre foto di sue comparsate reali in pista (non dissimili da semplici kartate tra amici), e un centinaio di screen presi da F1 Codemaster ed Assetto Corsa. Ora, ricevere consigli da uno così, boh, certamente li ascolterei pure, ma solo da un’orecchio. Che dia consigli basati sulla sua bravura su F1 2016 e su Assetto Corsa poi, nella mia carriera di sim racer a cosa servirebbe? Sarebbe come chiedere a mio cugino di 7 anni come fa ad essere così bravo a Mario Kart e ascoltare la sua risposta prendendo appunti per migliorare la mia guida su un simulatore.”

Ora, intorno a Josh Martin si è creato nelle scorse settimane un piccolo caso mediatico che ha generato una storia a dir poco rocambolesca. Il nostro Campione vanta sia sul sopra citato libro che sul suo sito, qualcosa come 15 campionati vinti, oltre 500 vittorie in gara e ben 17 record mondiali di velocità su altrettante piste, tutto su Assetto Corsa. Forti sponsorizzazioni da parte di Trustmaser, interviste esclusive su media locali con tanto di ritagli di giornali annessi e partecipazioni ad eventi prestigiosi. Per non parlare del papabile sbocco nel mondo delle corse reali, un sogno sempre più vicino e sempre più tangibile a quanto pare. Addirittura il team di F1 Caterham lo notò nel 2015 e il team ProRace UK lo vuole in pista  con una BMW GT. Insomma, sembra proprio che il nostro Josh sia in procinto di compiere il salto definitivo alle corse reali, ma nel frattempo è (auto)acclamato come il simdriver numero 1 della Scozia, e tra i più veloci del mondo, con tanto di merchandising personalizzato.

Peccato che è tutto finto…

O meglio, Josh Martin corre effettivamente on line, ma già in tempi non sospetti sembrava alquanto strano che uno come lui, il numero 1 di Scozia, non avesse mai messo piede su piattaforme come iRacing o rFactor (se non per flebili comparsate), dove effettivamente corrono simdriver di una certa caratura mondiale. Se davvero è così forte, perché non ha provato neanche a partecipare all’eRace Vegas insieme agli altri mostri sacri del simracing? Ma non è questo il punto, Josh è un pilota trasversale, focalizzato su Assetto Corsa, spostarsi su altre piattaforme potrebbe essere deleterio per i suoi sogni di gloria, meglio concentrarsi su ciò che conosce bene.

Il passo falso lo compie però raccontando cose che dal punto di vista cronologico non quadrano proprio bene. Sul suo sito infatti si mostra orgoglioso di essere stato notato dal team di F1 della Caterham nel 2015. Peccato però che il team Caterham terminò le sue attività in F1 nel 2014, addirittura non presentandosi affatto alle ultime 3 gare del campionato a causa dei gravi problemi economici che portarono  qualche mese dopo alla commissariazione, fallimento e successiva liquidazione dell’intera azienda, a causa di un debito di ben 20 milioni di dollari.  Che senso ha per un team prossimo ad essere liquidato e quindi privo di un futuro, andare a cercare nuovi talenti?  A inizio 2015 il team già non esisteva più da qualche mese…

Da qui nasce il dubbio che sia falsa anche la sponsorizzazione da parte di Trustmaster, la quale avrebbe contribuito a procurare al nostro campione in erba delle partnership di lavoro addirittura con Sauber e Force India. I due team infatti, secondo quanto riportato dallo stesso Josh Martin, sarebbero stati consigliati dalla nota azienda di periferiche di guida, la quale valutava il talento virtuale idoneo all’esigenza dei due team di trovare piloti da far debuttare in GP3 e successivamente in GP2. Evidentemente la gente si è accorta un po troppo tardi di quanto poco plausibile sia che team del calibro di Sauber e Force India  cerchino nuovi talenti su Assetto Corsa…

Ad aggiungere l’impietosa ciliegina sulla torta c’è un fatto piuttosto divertente. Il team ProRace UK, secondo quanto riportato da JM, avrebbe a lui riservato una BMW per un programma di sviluppo piloti. Con tanto di foto vicino l’auto, l’esordio in pista è stato più volte continuamente rinviato. Ma il nostro campione non demorde e da la sua conferma in pista nel 2017 con quell’auto… Peccato che il team ProRace UK avesse già pubblicato sui social le foto di quella stessa vettura in fase di lavaggio, in quanto appena acquistata da un privato… Non è stato certo un metodo poco carino per dire a un pilota che è fuori, come può sembrare in apparenza, semplicemente  non sapevano nulla di tutta questa storia.

A questo punto c’è poco da aggiungere, se non che molti si siano posti il dubbio che JM sia davvero un gran talento, e sono scattate le ricerche in rete per trovare queste 500 vittorie on line. Beh, ne sono state trovate davvero poche, proviamo allora con i 15 record mondiali su hotlap. Quelli ci sono, ma consultandoli salta all’occhio qualcosa di sconvolgente e folle allo stesso tempo. Sono tutti ottenuti con un mix tra piste ed auto incompatibili tra di loro, ad esempio Silverstone versione corta o Brands Hatch con una F1. Le combinazioni sono a volte talmente assurde che spesso il nostro campione ha battuto il record mondiale perché era semplicemente l’unico a girare in quel modo. Per dire, avrebbe battuto il record anche girando sempre in prima. Ovviamente, come spesso accade, appena venuta a galla la verità su questi record mondiali, una marea di utenti si è divertita a polverizzarli letteralmente. Già quasi tutti ormai sono stati battuti .

Ultimo ma non meno importante, in quanto campione su Assetto Corsa, molti utenti o semplici curiosi sono andati alla ricerca delle sue prestazioni nell’evento ancora in fase di svolgimento organizzato da Eurogamer. A parte che le gare a cui ha preso parte in questo campionato sono le uniche della quale si ha traccia di questo grande campione, beh scopriamo che, risultati e statistiche alla mano, è il pilota peggiore del lotto. Addirittura rimedia una squalifica nella gara di Montreal per guida pericolosa.

Alla luce di quanto raccontato, tirando le somme e partendo dal presupposto che dubito esista un ranking nazionale, ne in Scozia, ne altrove, l’appellativo di numero 1 di Scozia non ho idea da dove venga, ma se questi sono i fatti, qui ci troviamo di fronte ad un talento si, ma della truffa fatta male.

Di fatti, una volta scoperto l’inganno, il sito di Josh Martin ha subito strane variazioni, passando prima attraverso un’epurazione del materiale compromettente mascherate da un “In fase di aggiornamento” su ogni pagina, e successivamente alla chiusura definitiva della pagina. I contenuti precedenti però restano comunque, anche se ancora per poco, visibili tramite la chache di google, per chi volesse soddisfare la propria curiosità.

Come si conclude questa storia? Semplice, con una lunga lettera di scuse postata su reddit da parte del protagonista. Anche se, più che scusarsi, offre semplicemente una giustificazione alle sue malefatte, facendole passare per innocue bambinate di un sedicenne, sfuggitegli di mano nel corso degli anni.

Ma di fatti non si scusa per niente, mandando ancor di più su tutte le furie la community, accusandolo di aver rovinato l’immagine del simracing, che già di suo nel mondo non è considerata popolare come il tradizionale gaming.

Cosa farà ora Josh? Dice di iniziare una nuova vita, cercando di rincorrere onestamente il suo sogno di gloria come sim driver. Sarà così? O semplicemente passerà un po di tempo in basso profilo per poi tornare a sfoderare le sue armi migliori quando le acque saranno sufficientemente calme? Chissà, magari seguirà le orme del suo collega calcistico Carlos Henrique Raposo. Per ora è sulla buona strada.


Se avessi aspettato? L’antitesi del “carpe diem”.

Decido dopo mesi di rimuginamenti di investire nel volante nuovo, e quando finalmente mi convinco e procedo, tempo neanche un mese e i prezzi crollano drasticamente. Questo è il succo del discorso. Sfiga? Inizio a pensarlo seriamente.
Ricapitoliamo. Da luglio in poi inizio a fare un pensierino al CSW v2 della Fanatec. Il prezzo salito di 200 € rispetto all’anno precedente mi fa tentennare e aspettare momenti migliori, ma il chiodo fisso resta. Passano i mesi ed esce il CSL Elite. Mi attira, ma penso sempre al CSW. Il black friday passa senza uno straccio di offerta, se non per il CSL. Passa anche natale, niente, i prezzi restano alti. E allora pazienza, arrivo al 13 gennaio e finalmente mi decido, prendo il CSL. Arriva, lo provo, sono felicissimo della scelta e non penso più al CSW. Arriva poi il 10 febbraio, e i prezzi crollano, e improvvisamente il CSW diventa abbordabile… neanche un mese di gioia…

Vabbè, ormai la mia scelta l’ho fatta e indietro non torno.

Restando in tema volante, nello scorso aggiornamento accennavo una modifica stand alone. Ebbene l’ho completata, funziona alla grande, ma ne parlerò prossimamente, con tante belle foto e un nuovo raccontino che spiega le mie avventure del bricolage.

Altra novità, ho spostato tutto il blog su un nuovo dominio, che mi permette di fare molte più cose. Già che c’ero ho stravolto il tema, quello precedente mi piaceva molto di più, ma non era responsive, quindi da cellulare o da tablet era davvero scomodo. Alcune piccole cose sono ancora in fase di sviluppo ma in sostanza la forma definitiva è questa..

Per una volta quindi tutto quanto avevo elencato nell’ultimo post, l’ho fatto. Ebbene si, anche io ogni tanto riesco a mantenere i miei propositi.


Piccoli e brevi aggiornamenti sparsi

Pochi sanno che di recente ho acquistato il CSL Elite della Fanatec, abbinato al ClubSport Formula. Dopo 10 anni di Logitech sinceramente sentivo il bisogno di pretendere molto di più da una periferica di guida. Avrei preso la CSW v2 molto volentieri, ma visto che Fanatec ha alzato in modo mostruoso i prezzi nell’ultimo anno, mi sono dovuto accontentare. Era anche in lizza il nuovo Trustmaster TS-PC, ma per un bel po di anni non voglio avere tra le mani qualcosa che inevitabilmente so già mi metterò a modificare. Perchè sono pazzo e mi conosco fin troppo bene, quella corona sembra urlare “modificamiii!”. In ogni caso posso dire, denaro ottimamente speso, perchè la base mi piace davvero parecchio (e prossimamente ne parlerò in modo dettagliato), in più il volante è già perfetto così com’è. Non sento quindi la sviscerata necessità di modificarlo per apportare migliorie, cosa che invece facevo di default con i Logitech. Ho solo in fase di studio e progettazione una piccola mod stand alone a basso costo, che prescinde il volante e che volevo creare da un bel po di tempo, ma anche qui ne parlerò quando avrò qualcosa di concreto tra le mani.

Poi stavo pensando di far migrare il blog altrove, perchè il dominio su wordpress per quanto comodo sia, non mi da la possibilità di controllare tutto. La situazione attuale poteva andar bene fino a qualche tempo fa, ma ora inizia a stare un po stretta, per cui sto valutando percorsi alternativi. Non ho neanche idea di quanto questo possa influire sulle visite, ma poco importa, fin quando ci sono i soliti fedelissimi non mi preoccupo.

Pare che per il momento non ci sia altro.


Il mio primo volante autocostruito

C’era una volta nell’edicola sotto casa “costruisci da solo il tuo aereo da guerra/ la tua auto da corsa/ il tuo sottomarino nucleare/ ecc.”! Ecco, questo articolo è a metà strada fra questo e una puntata di “com’è fatto”.

Molti mesi fa pubblicai un articolo nel quale spiegavo come avevo combinato il mio volante. Oggi invece pubblico qualcosa di completamente diverso, un puro esercizio fai da te per smanettoni.  Si tratta del mio primo (in realtà è il secondo, ma ci arriveremo a tempo debito) volante autocostruito completamente da zero, da montare sul mio vetusto G25. Mi scuso in anticipo se alcune foto sono di scarsa qualità, mai avrei pensato che un giorno le avrei messe sul web. Girovagando tra vecchi backup semplicemente le ho ritrovate, ed eccole qui.

Siamo nell’ormai lontano 2011, e correndo principalmente in F1, sento la necessità di aumentare sensibilmente il numero di pulsanti presenti sul mio volante, visto che sta per essere introdotto il DRS, il KERS, e tante altre piccole cose che sarebbe utile gestire in gara. Le soluzioni in commercio non sono particolarmente soddisfacenti per me, o lo sono ma costano uno sproposito. Navigando sul web noto che molte aziende si prodigano nella costruzione di volanti per fasce basse di prezzo, ma solo sulla carta perchè a conti fatti i prezzi sono sempre altissimi. Così, prendo la palla al balzo  e con non poca sbruffonaggine penso “Mo vi faccio vedere io come si costruisce da zero un volante con 2 soldi! E già che ci sono me lo faccio come dico io!”.  Chiaramente  l’impresa equivaleva a fare il passo più lungo della gamba, e me ne sono accorto appena iniziati i lavori. Prima di tutto ho progettato su carta come volevo che fosse, poi ho pensato ai materiali. Inizialmente pensavo ad una struttura interamente in alluminio, sulla falsa riga dei volanti costruiti da Greywolf. Ordinai un bel po di lastre di alluminio su ebay e iniziai a tagliare. All’epoca non avevo un seghetto alternativo degno di questo nome, e il taglio lo feci tutto a mano libera con un dremel, che per quanto fosse potente allungava di parecchio i tempi. Tagliare tutti i pezzi sarebbe costato parecchio tempo e un numero indefinito di lame, che si consumavano o si spezzavano a ritmi davvero elevati. Con un seghetto alternativo il lavoro sarebbe stato molto più rapido, e se andava bene una lama sarebbe bastata e avanzata alla grande. Abbandonata l’idea di usare solo l’alluminio, optai per una struttura mista: parte frontale e maniglie in alluminio, il resto in vetroresina.  Il vantaggio era evidente dal punto di vista pratico, per tagliare solo la parte frontale e le maniglie ci sono voluti solo un mezzo pomeriggio e 4 o 5 lame. Solo che abbondai con la vetroresina, col risultato di avere un blocco unico privo dello spazio necessario all’interno per ospitare i cablaggi elettrici. Ricominciai da capo, ed ora quello sgorbio informe è su una mensola del mio garage a prendere polvere, ad eterna memoria del mio primo fallimento.

Il secondo ed ultimo tentativo, memore del disastro del precedente, era pianificato in modo molto più meticoloso. Ho preso misure più precise, decidendo di fare un primo modello in legno, da usare come stampo e riferimento per tutto il resto. Ne è uscito fuori questo.

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Su questa base ho avuto subito un’idea delle dimensioni e in generale anche di come andare a disporre i vari pulsanti. Una volta presi tutti i riferimenti, ho segato via le maniglie e lavorando a lungo con la carta vetrata ho ricavato un negativo per lo stampo.

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Questa è la forma della parte posteriore del volante, sulla quale avrei steso la vetroresina. Mi sono subito reso conto che il legno era poco spesso e se non avessi aumentato lo spessore, avrei di nuovo avuto problemi di spazio all’interno per i cablaggi. Ho deciso così di alzare di mezzo centimetro tutto lo stampo con comunissimi listelli inchiodati ai bordi.

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Un’ultima carteggiata per rifinire l’intera superficie, una spennellata di cera liquida per mobili per far si che lo stampo si staccasse una volta indurita la resina, e ho iniziato a sovrapporre i primi strati, in totale 5. La foto seguente è stata fatta dopo il secondo strato.

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Una volta indurito il tutto, ho staccato stampo e resina, e rifinito per bene i bordi.

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Appena staccata la resina, il lavoro mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di conservare lo stampo per successivi riutilizzi (anche se ad oggi ancora non ce ne sono stati). Invogliato dal risultato ho proceduto al taglio dell’alluminio per la parte frontale e le maniglie. Stampando le dimensioni della piastra a grandezza naturale mi sono subito messo all’opera.

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Tante lame spezzate dopo, il risultato era questo.

Il passo successivo era quello di praticare i fori per i pulsanti e quelli di ancoraggio al coperchio posteriore in vetroresina. Una volta bucherellato bene il tutto ho iniziato a dare una mano di fondo alla vetroresina e al volante stesso. Con la speranza di aver azzeccato tutte le misure, ho montato a secco per la prima volta tutti i pezzi.

Per fortuna i fori coincidevano tutti alla perfezione. Il passo successivo era quello di dare una mano di colore a tutto.

C’era da dedicarsi ora alle maniglie. Qui ho messo in pratica una tecnica che, per quanto semplice e comoda da realizzare, non ho mai visto usare da nessuno su praticamente nessun volante costruito da zero. Tutti si imbarcavano in soluzioni paurose come la gomma modellabile, o semplicemente l’alluminio rivestito d’alcantara. Ho pensato di ricoprire le maniglie con strati di sughero e rivestirli poi in alcantara, in modo da avere un’impugnatura morbida ma non troppo. Con diversi fogli di sughero a disposizione ho replicato la sagoma delle maniglie tante volte, e sovrapporle fino a raggiungere uno spessore adatto. Successivamente le ho incollate a sandwich ponendo al centro l’alluminio, e smussando il tutto  ho ottenuto un effetto che sinceramente non credevo possibile.

Quanto al rivestimento, mi sono improvvisato sarto, e ho iniziato a ritagliare pezzi di alcantara, imparando con la scusa il punto croce. Essendo la prima volta che facevo qualcosa del genere, il risultato non era per nulla male. Certo c’era qualche sbavatura di troppo , ma come ho detto prima, non sono un sarto.

A questo punto tutto era completo, non restava che assemblare definitivamente il tutto e procedere ai cablaggi interni. Di questa fase non ho purtroppo molte foto,  ma nell’articolo linkato all’inizio ci sono molti dettagli in più. Il principio è praticamente identico.

E questo è il risultato finito.

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Tante piccole sbavature, ma un risultato molto superiore alle mie aspettative.

Ora, questo lavoro a conti fatti mi è costato parecchio in materiale, perchè ogni singolo pezzo di per se costa poco, ma sommandoli tutti insieme arriviamo a superare le 300€. Eppure parliamo di un pezzo di alluminio, sughero e vetroresina! Dopo questo lavoro, ero talmente soddisfatto che lo usai pochissimo, e mi buttai su un’altra mod che era poi effettivamente ciò che cercavo sin dall’inizio. La vera sfida in fondo man mano che procedevo non era più quella di creare un volante da usare a lungo, diventò bensì quella di misurarmi con me stesso e vedere cosa fossi in grado di fare realmente.

Ora questo volante è in bella mostra su una mensola, non in garage come il modello precedente, ma nella mia stanza, ad eterna memoria del fatto che si, c’ho speso comunque un botto (e quindi sotto questo aspetto missione fallita), ma ci sono riuscito, ho creato un volante a mano, da solo.


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