Lo pseudo-marketing degli “esperti”

Qualche giorno fa il noto sito pretendracecars.net ha pubblicato una news interessante, la quale ha riacceso i riflettori, anche se non in maniera diretta, sull’annosa questione: qual’è il miglior simulatore tra quelli disponibili in commercio? Il discorso si è focalizzato principalmente su due titoli: rFactor2 e Assetto Corsa. Il palcoscenico di questa ormai squallida diatriba però non è il noto sito di sim racing, bensì si estende un po su tutti i principali portali del settore, inclusi quelli ufficiali.
Non mi schiererò con nessuna delle due parti, non mi interessa neanche farlo. Il mio pensiero non si focalizza certo sul risultato finale, anche perchè non credo ce ne sarà mai uno. Penso invece al “come” si svolge questa lotta, quali sono cioè le dinamiche della discussione. Nel corso degli anni ho letto, partecipato e visto sviscerare questo discorso un numero infinito di volte in un numero infinito di portali, e a prescindere dall’esito dello stesso, una sola certezza veleggiava sui forum: fin quando la discussione non degenera scadendo nel ridicolo si va avanti a parlare e scambiarsi pareri. Il succo del discorso è che la tolleranza all’argomento terminava quando si andava oltre il buon senso e le consuete regole di netiquette. Facile quindi, discussione libera ma quando si scade in un ridicolo degrado arriva l’admin di turno a chiudere la conversazione.
Ora il problema però sembra essere un altro, e forse anche abbastanza grave: se chi denigra un simulatore lo fa col supporto dall’azienda rivale, che si fa???
Pretendracecars, che aveva la pulce nell’orecchio da un po di tempo, ha svolto un lavoro certosino raccogliendo screenshot di discussioni svoltesi sui forum ufficiali di rFactor2 ed Assetto Corsa, dimostrando che pochi utenti, con all’attivo svariate migliaia di messaggi quasi sempre tutti uguali, svolgono quasi un vero e proprio lavoro scrivendo di continuo quanto sia penoso il simulatore prodotto e venduto dai rivali. Ironicamente la disputa è stata paragonata a quella ben più tragica tra i Bloods ed i Crips, le due famose gang criminali di Los Angeles. Trovo il paragone calzante, anche perchè a mio avviso anche in questo contesto ci sono vittime, anche se per fortuna solo in senso figurato. Le vere vittime sono proprio le aziende stesse, ISI e Kunos. Perchè se c’è gente che va in casa di un’azienda a denigrare il suo prodotto, e si scopre poi che a mandarli è proprio l’azienda rivale (con tanto di nome e ringraziamenti nei credits dei suoi prodotti), beh la figura barbina la fanno proprio le aziende stesse.

Personalmente trovo ignobile fare pubblicità e marketing infangando con continuo spam la concorrenza. In un mondo ideale sarebbe meglio che queste mosse promuovano il proprio prodotto esaltandone le qualità, invece di far cadere quelle altrui, ma forse sono io troppo ingenuo e vivo nel paese delle fate.

Mi consola parzialmente il fatto che il potenziale e futuro utente medio arriva a leggere queste cose quando ha già fatto la sua scelta, e quindi non ne rimane in alcun modo condizionato. E questo porta al domandone finale, che è un po lo spunto di riflessione di questo intervento. Vista l’inutilità di questa lotta, almeno dal punto di vista commerciale, questa è concorrenza sleale reciproca, o semplicemente marketing alla spicciolata?

Tonyk182